[Diario di bordo del CMDR MadFily80] La fuori nell'oscurità

Sezione dedicata ai diari di bordo e biografie dei vostri CMDR
Avatar utente
MadFily80
Guardiamarina
Messaggi: 19
Iscritto il: venerdì 7 luglio 2017, 11:48
Piattaforma: PS4
"mi piace" dati: 1 volta
"mi piace" ricevuti: 7 volte

[Diario di bordo del CMDR MadFily80] La fuori nell'oscurità

Messaggioda MadFily80 » martedì 5 dicembre 2017, 13:17

Ne sono successe di cose...

Sarà meglio buttare giù due righe per non lasciare che tutto svanisca.

Il tempo è passato e anche se sembra ieri in realtà tutto è iniziato molto tempo fa.

Un pò per scherzo, un pò per spirito di avventura ho iniziato questa avventura e come tutte le avventure l'inizio non è stato facile. I pochi mezzi economici a mia disposizione mi avevano permesso di salire a bordo di una navetta leggera e piccola: un Sidewinder.
Piccola si ma manovrabile e con interessanti potenzialità.

Come neo pilota la gavetta è stata dura e man mano che l'esperienza sul campo mi portava ad acquisire maggiore confidenza con i ritmi della vita nello spazio sono riuscito anche ad imparare a sfruttare il mio veicolo. Anche se era un mezzo freddo e meccanico era diventato una parte di me e come io miglioravo era giusto far crescere, potenziare anche lui. Si perchè non era una macchina fredda ed insignificante era il mio compagno di viaggio, io mi prendevo cura di lui e lui di me.

Dopo qualche tempo passato tra una sistema e l'altro, tra una stazione e l'altra, svolgendo incarichi per chiunque ne avesse bisogno ho sentito racconti di altri piloti. Racconti che riguardavano un gruppo che stava crescendo, che si stava facendo un nome. Erano partiti dal nulla come avevo fatto io e piano piano stavano diventando qualcosa di importante, qualcosa che attirava gli altri che affascinava e che portava a migliorarsi.

Durante le bevute nei diversi spazi porto ho teso l'orecchio e ho fatto domande ed ho ottenuto le coordinate. Non che fosse un segreto ma dovevo essere sicuro. Dovevo avere delle informazioni affidabili, d'altra parte ne valeva della mia vita. Quello che si prospettava davanti a me era un viaggio lungo e pericoloso per un novello pilota come me e per la mia nave. Non potevo rischiare di perdere il mio compagno come non potevo rischiare di lasciarci le penne.

Ed alla fine mi decisi.
Non sarei più stato un pilota senza un porto a cui tornare.
Era giunto il momento di raggiungere la DaVinci Corp e di fare tutto il necessario per unirmi a loro.

Il viaggio fu lungo, una scoperta continua, e ogni sistema che visitavo mi lasciava a bocca aperta e mi faceva capire quanto fosse sconfinato e vario lo spazio.
Tutto stava andando secondo i piani quando controllando i sistemi di navigazione non mi resi conto che il computer di bordo aveva fatto dei calcoli un pò troppo ottimistici, o forse mi ero dilettato troppo ad osservare i vari sistemi e li davanti a me si stava concretizzando il mio più grande terrore.
Eggià la benzina per terminare il viaggio non bastava.
La fine sarebbe giunta per me e la mia nave? Sarebbe tutto finito prima ancora di incominciare? Il freddo vuoto mi avrebbe avvolto e tutto si sarebbe spento?
La beffa oltre all'imminente fine: la mia destinazione era a un solo salto, era praticamente a portata di mano ma non potevo raggiungerla.

Quando tutto sembrava volgere al peggio nella mia mente il ricordo di un pilota in un bar mi portò alla memoria il modo per sopravvivere. I fuel rats un gruppo di piloti che portavano soccorso a chi rimaneva senza benzina nello spazio anche nei settori più lontani.

Velocemente disattivai tutti i sistemi non essenziali e feci un'appello disperato tramite i sistemi di comunicazione a lungo raggio.
Aiuto fuel rats! Il CMD Madfily richiede soccorso. Mayday! Mayday!

Dopo attimi di silenzio e un misto di terrore e speranza una voce rispose. I fuel rats mi avevano sentito e stavano arrivando.
Quando la nave sbucò dall'iperspazio ricordo ancora che mi sembrò un miracolo e con una naturalezza e gentilezza disarmante quel pilota mi fornì la benzina necessaria per finire il mio viaggio ma soprattutto mi aprì gli occhi.
Per quanto freddo e sconfinato sia lo spazio con i nostri sforzi possiamo fare tanto ed unendo le forze è possibile raggiungere obbiettivi che da soli sembrano insormontabili.

Dopo aver ringraziato il mio salvatore raggiunsi finalmente il cuore DVC, Wolf 1230.

Nel momento in cui attraccai a Guidoni Dock sapevo che la mia avventura era appena iniziata e che avrei dovuto affrontare ancora molte difficoltà ma oltre alla sete di avventura era cresciuta in me la convinzione che tutto era possibile.
Immagine

Torna a “Diari di bordo”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron